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Alla
prestigiosa e fattiva attività accademica svolta nell’Ateneo patavino il
prof. Del Nunzio abbinò un grande impegno nell’amministrazione pubblica tale
da influenzare le vicende padovane dagli anni ‘50 fino al 1970. Infatti la
presenza di Del Nunzio nella giunta comunale patavina iniziò nel giugno 1956 e
si concluse nel 1970. Le deleghe che gli vennero attribuite erano legate in
qualche modo alla sua figura di studioso: egli ebbe i referati relativi alle
Aziende municipalizzate, alla Nettezza Urbana e, nell’ultimo quinquennio, ai
Lavori pubblici. In particolare come Assessore alla Nettezza Urbana il prof. Del
Nunzio fu uno dei primi ad affrontare con metodi nuovi il problema dello
smaltimento dei rifiuti solidi urbani partendo dalla attenta analisi della
composizione dei rifiuti stessi. Padova fu una delle prime città italiane ad
essere dotata di inceneritore, ma l’esperimento più importante, impostato dal
prof. Del Nunzio, fu la costruzione di una centralina termoelettrica abbinata ad
un secondo inceneritore in modo da ottenere produzione di energia elettrica
dallo smaltimento dei rifiuti.
Se per
il prof. Del Nunzio Padova divenne la città di elezione in cui svolse
ininterrottamente la sua attività e la sua vita, tuttavia Egli amava ricordare
con infinito amore il suo luogo natale e qui, in terra d’Abruzzo, non mancava
di ritornare ogni anno nella pausa estiva.
La morte
lo colse nel 1980.
La
nobile figura di Del Nunzio, uomo di scienza, di scuola e uomo impegnato nella
organizzazione della società in cui ha vissuto non sarebbe completa se non si
parlasse della sua straordinaria ricchezza interiore , della sua prorompente
carica umana. Tutta la vita di questo uomo straordinario, negli aspetti qui
brevemente delineati, è apparsa a delineare in sé un nuovo umanesimo della
tecnica: il rigore dello studioso, l’interesse sempre vivo ai problemi nuovi,
lo sforzo di collegamento con gli altri nella composta signorilità di ogni
contatto, il dovere sentito di incidere nella società. Questa era la sua
cultura.

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