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Case in terra cruda

Le case realizzate in terra cruda e i trabocchi costituiscono un sistema costruttivo integrato con il valore paesaggistico del territorio da cui traggono materiali e razionalità strutturale.
Da ogni traccia traspare un duro lavoro: come pastori, come agricoltori, come pescatori gli abruzzesi sono sempre correlati alla morfologia del paesaggio, alla natura del luogo, ai materiali.

Hanno costruito rifugi, case, macchine da pesca di esemplare essenzialità.
In montagna le labili tracce che ancora segnano l’Abruzzo (cumuli, macerie) testimoniano la tenace e costante azione di spietramento compiuta da agricoltori e pastori per ricavare fazzoletti di terra da coltivare, pascoli più ricchi e rifugi.
Sulle ar
ide colline argillose in aree cacuminali o sui crinali nascono le case di terra frutto dell’impasto dell’argilla con la paglia residuo delle colture a seminativo. Spazi poveri, essenziali hanno accolto l’attività del contadino e l’ hanno accompagnato con le stagioni fino a quando non c’è stato un certo abbandono delle colture, fino a quando non sono sembrate inadeguate alla società dei consumi e dell’apparire.
L’evoluzione tecnologica che c’è stata nel mondo agricolo, nel quadro della più generale emancipazione produttiva e abitativa, è stata una delle cause di fondo della crisi di ruolo e di funzioni degli insediamenti di terra. La loro ubicazione, il loro isolamento, la loro inadeguatezza agli standard attuali estetici, formali, di immagine, statici e igienici è la causa prima dell’abbandono e del degrado.

Così tale patrimonio si va da qualche decennio perdendo, il non uso diventa abbandono e morte e pian piano il luogo lo riassorbe.

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